Tuesday, April 18, 2006



Chevreuil
Giovedì 20 Aprile - Dauntaun, Leoncavallo
Milano

Quando nel 1999 Tony C. (chitarra su 4 amplificatori) e Julien F. (batteria) danno vita al gruppo Chevreuil, nulla lascia presagire la particolarissima atmosfera musicale che si svilupperà dal loro incontro e che aprirà la strada non solo ad un primo 45 giri con Ulan Bator e a tre album ("Sport" - 2000, "Ghetto Blaster" - 2001, "Chateauvallon" - 2003), ma soprattutto ad una maniera unica di presentare le loro performance sceniche.

Nel 2003 il duo registra “Chateauvallon” con Steve Albini, che riprende con cura il suono di quella sola chitarra collegata a 4 amplificatori e di quella batteria meccanica/metronomica. Ai due musicisti bastano questi strumenti, infatti, per creare dei pezzi organici, sofisticati e spazialmente inediti.

Ma è dal vivo (Europa e Stati Uniti) che il gruppo rende la sua musica - una musica che si guarda e si ascolta sbalorditi - tanto ‘art’ quanto ‘rock’ e i tour e i concerti successivi con, tra gli altri, Oxes, US Maple, Rumah Sakit, Storm And Stress non fanno altro che dimostrare quanto sia universale il suo linguaggio.

Ma cosa porta questo quarto album, “Capoeira”?

Se noi viviamo in un mondo a 3 dimensioni, Chevreuil ne ha creata una quarta.
Una tastiera si mescola ai riff della chitarra, provocandone una sorta di mutazione.
Ogni pezzo conduce, attraverso una moltitudine di sottigliezze, a un riff ancora più rock.
Non si parla più di chitarra né di tastiera ma di una ‘chitarra magnetica’, strumento ibrido che ha un piede nell’universo del rock e l’altro nell’atmosfera della musica elettronica.

La melodia è più lontana di prima e ogni pezzo, sempre al limite del crollo, ha la precisione dei movimenti di una catena di montaggio.
Steve Albini registra dunque un album rock dando una dimensione e un campo d’azione inedito alla batteria, alla chitarra e alla tastiera, come per inaugurare e dare vita a una nuova forma di musica.

Da notare un inedito Steve Albini in veste di presentatore sul primo pezzo e di Jamie Stewart degli Xiu Xiu (voce, samples, harmonica) sull’ultimo pezzo del disco.


0 Comments:

Post a Comment

<< Home